Arte. Da Nord a Sud, le università italiane valorizzano l’altra cultura italiana

Mercoledì 16 dicembre scorso è stato presentato il progetto culturale ‘Bocconi art gallery’, un modo diverso di stabilire un legame con il mondo dell’arte contemporanea e con la città, un modo alternativo per costruire un dialogo non solo attraverso il linguaggio economico. L’obiettivo, quello di consolidare un museo permanente a disposizione di Milano: 69 opere e 133 artisti internazionali, tra i quali il maestro Arnaldo Pomodoro. Il Comitato per l’arte contemporanea è costituito dal consiglio di amministrazione dell’università; le opere sono prestate in comodato (dai 12 ai 18 mesi) dagli artisti, dalle gallerie e dai collezionisti.

Anche l’Università di Parma muove passi importanti verso la promozione dell’arte: il 16 gennaio sarà inaugurata una mostra, che ripercorre le tappe fulcrali del Novecento, attraverso opere d’arte, fotografia, architettura, moda e design. Per l’occasione riaprirà lo storico Palazzo del Governatore, dopo i tre anni di restauro che hanno permesso il recupero di 3mila mq di superficie espositiva. Qui saranno ospitate le sezioni “Arte” e “Fotografia”, mentre “Architettura e Design” e “Moda” troveranno spazio rispettivamente in Galleria San Ludovico e nelle Scuderie della Pilotta. La Camera di Commercio ospiterà opere di grande formato. Sono circa 12 milioni le opere della collezione del Centro studi e archivio comunicazione dell’università, a cura di Arturo Carlo Quintavalle e Gloria Bianchino.

Il viaggio artistico ripercorre le avventure della Pop-Art e il meglio dell’Espressionismo astratto, le vicende del Naturalismo, del Chiarismo e della Transavanguardia.
Non solo Nord, tuttavia, in questa riscoperta dei preziosi gioielli artistici di un’Italia imbalsamata nei problemi nazionalistici.

Nel maggio scorso, a Bari, l’Università Lum Jean Monnet, recuperava il fantasma d’un teatro ormai dimenticato dalla città, il Teatro Margherita (il ‘teatro sull’acqua’), vittima di numerosi incendi, per restituirlo alla storia e alla memoria cittadina.
Al suo interno, ancora cantiere, veniva allestita la mostra conclusiva del Premio Lum per l’arte contemporanea, premio biennale che l’università aveva istituito per promuovere e divulgare l’arte under 35. Furono 15 gli artisti selezionati dal Comitato curatoriale e 5 i finalisti, tutti vincitori di borsa di studio all’estero presso residenze rinomate (quale Villa Arson di Nizza); al primo classificato veniva assegnato inoltre, un premio di 20 mila euro con l’impegno di realizzare un’opera d’arte da donare alla città di Bari. La consegna e la presentazione del catalogo avverranno nella prossima primavera, in concomitanza con la presentazione della II edizione.

Da segnalare: Nicolas Bourriaud, senior curator della Tate gallery di Londra; Andrea Bellini, allora direttore di Artissima di Torino; Cristiana Collu, direttrice del Museo Man di Cagliari; Alberto Garutti, titolare della cattedra di Pittura presso l’Accademia di Brera di Milano, alcuni dei membri del Comitato scientifico.
Ma la pugliese Lum Jean Monnet ha bissato: il 4 dicembre 2009 è stata inaugurata, sempre presso il Teatro Margherita, un’altra rassegna: ‘Lum città territori’, una coppia di mostre: ‘Bari Fronte d’Acqua’ e ‘9 architetti x 9 paesaggi italiani’.
La prima illustra i risultati di una ricerca condotta dall’università sulle possibili strategie di sviluppo territoriale della Metropoli di Bari attraverso interventi di riqualificazione infrastrutturale. Nello specifico, viene ipotizzato il decentramento dello scalo commerciale del porto cittadino e la riconversione del bacino esistente in una grande centralità urbana.
La seconda presenta 36 progetti, realizzati lungo tutto lo stivale, accomunati da uno spirito sperimentale e pensati come “frammenti di un futuro possibile”. Le due iniziative offrono insieme uno spunto interessante per un’indagine territoriale su un possibile sviluppo urbano da due punti di vista differenti: quello urbanistico e quello architettonico. La mostra si conclude il 31 gennaio.

©Marilena Rodi

[da Tra gli scaffali]

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