Etica pubblica e corruzione, servono regole capaci

il

«I mezzucci della corruzione mimetizzata sono quelli che sfiancano le persone per bene, gli onesti che non trovano alcun argine alle prassi ingannevoli di pubblici amministratori che si sentono padroni della cosa pubblica». Lo ha dichiarato il presidente del Senato, Renato Schifani, ieri a Bari, in occasione dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università Lum Jean Monnet, ateneo privato pugliese.

Registrando il momento di tensione nel nostro Paese, Schifani ha invitato i centri di cultura, e tra questi, soprattutto le università, a divenire guida e faro per inculcare ai giovani e alla futura classe dirigente quei corretti comportamenti non solo professionali ma anche etici: «Trasparenza è privilegiare chi si comporta con correttezza, significa pretendere comportamenti coerenti, consequenziali, concludenti, da parte di chi detta le regole, da parte di chi le deve fare seguire».  All’indomani della firma del presidente della Repubblica Napolitano, che registra in maniera crescente spaccatura tra le istituzioni, la seconda carica dello Stato ha sottolineato quanto sia urgente e sensato alleggerire i toni rabbiosi di contestazione e ragionare consapevolmente sulla sobrietà delle decisioni politiche.

Schifani ha poi evidenziato la necessità di offrire punti di riferimento ai giovani saldi e capaci di risolvere i problemi quotidiani di scarsità di lavoro e di implicazioni delinquenziali, soprattutto nelle aree più fragili del Paese, dove garantire il lavoro significa sottrarre i più deboli dal ricatto della criminalità organizzata, capace di corrompere le coscienze e sfruttare i bisogni essenziali con la minaccia e l’inganno: «appare chiaro che vi è un’etica sostanziale che impone a tutti, in momenti come quelli attuali, specie a coloro che siano rivestiti di particolari responsabilità, di fare il possibile per preservare in via del tutto prioritaria i livelli di occupazione, anche e soprattutto nei momenti di crisi acuta del sistema».

Il presidente del Senato ha ricordato che il valore di una classe dirigente si realizza con la selezione sulla meritocrazia e sulla professionalità, non dimenticando le vere regole etiche che devono guidare i comportamenti umani e che passano anche per il rispetto per le istituzioni. Il problema è che l’attuale sistema, intriso di corruzione, non sia proprio d’esempio; la corsa alla personale soddisfazione pare vincere sul senso comune di responsabilità civile. Limitare i danni o tentare di invertire la rotta? «Dobbiamo allora interrogarci sulle ragioni di questo clima di disillusione; il disagio è un campanello d’allarme di fronte al quale nessuno può restare indifferente».

Ma come può il popolo italiano cercare di non restare indifferente? I giovani sono attenti alle stimolazioni esterne e ricettivi; si interrogano eccome sulla scarsità di esempi concreti e guardano di traverso soprattutto quelli che restano ancorati ai posti di potere e ne abusano; c’è un altro popolo, quello della rete, che alza lo sguardo e commenta, osserva e giudica. Forse, in alcuni casi, è espressione troppo di parte, ma la rete è di libero accesso per chiunque abbia voglia di interagire, nessuna restrizione per ora. La differenza la fa chi c’è e usa gli strumenti a disposizione. Le regole, in questo caso, devono andare a favore della libera espressione (come sancito dalla Costituzione) e garantire anche l’opportunità di denunciare, non solo la criminalità.

©Marilena Rodi

Un commento Aggiungi il tuo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...