Persone, aziende e vita..

La vita di un uomo è legata al fatto che le cellule che lo compongono si scambino informazioni. Scambi di sostanze chimiche, di segnali elettrici, di calore sono (oltre che degli accadimenti) anche dei messaggi che contengono informazione. La scienza sta cercando di scoprire l’informazione contenuta nei geni: e prima o poi la scoprirà in ogni dettaglio. Ma il fenomeno è generale: ogni materia è un contenuto di informazione. Ogni fenomeno è un segnale che contiene un messaggio.

Poi si passerà a studiare come i geni influenzano la vita dell’uomo: non si andrà lontano se ci si limiterà a studiare fenomeni chimici. Si otterrà di più, invece, se si resterà nel campo dell’informazione, e si cercherà di scoprire quali messaggi e quali significati i geni trasmettono e a chi. La vita consiste nello scambio di messaggi fra le parti costituenti (nell’uomo: fra le tante cellule del corpo; in un’azienda: fra le persone che la compongono).

Quando ci si scambia un messaggio, ha importanza minima il supporto usato. In un’azienda: poco vale se, per fissare un appuntamento, ho usato un’email o un sms, molto importante invece sono l’ora e il luogo dell’appuntamento: cioè, il significato del messaggio. Nota: se i messaggi fra le persone che la compongono non avessero significato, per l’azienda sarebbe la morte.

Lo stesso avviene nel nostro corpo: ha poca importanza se un messaggio è elettrico o chimico. Spesso, nel suo percorso, un messaggio elettrico si trasforma in uno chimico o viceversa. La scienza studia in profondità queste mutazioni del supporto, ma non si chiede qual è il significato che viene trasmesso. Si dà per scontato (ma è una bufala!) che solo l’uomo nel suo complesso possa padroneggiare dei significati, così non si ricercano i significati (per esempio) di un passaggio di segnale da elettrico a chimico fra i neuroni, mentre si osserva con attenzione che il passaggio dà origine a una sinapsi o ne modifica una. L’importante, invece, sarebbe scoprire i significati: perché sono questi che danno la vita.

Nella gioventù i significati sono molto diversi che nella vecchiaia, mentre i supporti usati sono gli stessi. Si pensi a una ragazza di 18 anni che si veda arrivare a casa un mazzo di rose, e a una signora di 80 anni che cui succeda a altrettanto. Ciò che viene visto è lo stesso. I circuiti cerebrali attivati sono i medesimi. Ma i significati sono diversissimi.

Se ci concentriamo solo sui supporti che contengono l’informazione (le rose, nella metafora, e gli accadimenti neurofisiologici, nella scienza), anziché sui significati, non potremo mai prolungare la giovinezza.

E’ possibile prolungare la giovinezza? Sicuramente sì, anche se non sappiamo ancora come. E prolungare la vita? Idem. Risuscitare i corpi?
Anche questo è possibile, perché si tratta solo di recuperare dell’informazione (e poco importa il supporto. Non è quindi questione di fede: che la cosa sia possibile è stato dimostrato, con anche un’ipotesi di modalità di realizzazione) . Certo, la strada per arrivarci è ancora lunga. Ma tutti i percorsi possono essere compiuti, se si va nella direzione giusta. Il guaio è che attualmente andiamo in altra direzione.

Perché non se ne parla? Perché non si fa ricerca in questo senso? Che cosa manca?

Prima di dire che cosa dobbiamo ricercare, e perché non lo si fa, preferiamo riepilogare ciò che sappiamo già sull’argomento.

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Copyright 2010 Luciano Biondo, Milano

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