Rai3 chiude la cultura. “Per un pugno di libri” licenziato?

Nei miei svariati impegni professionali sono anche caporedattore della rubrica Politica ed Economia presso l’agenzia letteraria Bottega editoriale e il nostro impegno è proprio quello di leggere libri (spesso in anteprima) e recensirli, snocciolarne l’essenza.. e spesso scopro libri di cui non avrei potuto immaginarne l’esistenza perchè editi da casa editrici piccole e/o poco conosciute (perchè la presenza sul territorio, naturalmente, non è capillare): mi sento fortunata allora. Godere dell’opportunità di cibarmi della cultura di scrittori che non conosco per imparare ogni giorno qualcosa di diverso da quello che so già, mi fa sentire importante. Posso farlo perchè io nel 2010 posso leggere, e loro possono scrivere.

Anche se talvolta il dubbio mi assale..

In Italia, si sa, dal Cinquecento almeno, il popolo è “abituato” a subire angherie culturali, all’imposizione teologica e alla selezione non indipendente della cultura di cui fruire. (Amaramente) Siamo un popolo che nella storia trova le sue radici nella violenza anticulturale. Statuto albertino, editto albertino, albo dei giornalisti, imbavagliamenti “funzionali” per la causa: ecco cosa siamo stati capaci di fare in questa nazione. Poi ci chiediamo come mai l’informazione non sia davvero libera. La leggenda della censura si annida nella tradizione culturale italiana. La Chiesa, il fascismo.. che guaio.

Poi c’è un’atra variante: gli affari, il soldo. Senza utilità non c’è utilità. E le aziende chiudono. Pure la Rai, senza utilità, chiude.

Ops’! Ma la Rai non è un’azienda privata. . . . . . dovrebbe tutelare soprattutto la cultura, altrimenti il suo “mandato” di televisione di STATO decade.. Non mi sento nel medioevo a pensar che la Tv di STATO debba educare. Lo credo fortemente. Che dovrei pagare per fare, il canone benedetto?

E così scopro che dopo tredici anni di onorata messa in onda, è minacciato di chiusura Per un pugno di libri, l’unico spazio espressamente dedicato ai libri sulle reti Raiset. Il programma di Rai3 della domenica pomeriggio condotto da Neri Marcorè affiancato dal giornalista e critico letterario Piero Dorfles. La notizia l’ha data il neodirettore di rai3 Di Bella che inizia il suo mandato eliminando proprio i programmi storici della rete.

Dunque stamani ho sottoscritto la petizione a favore della vita di Per un pugno di libri e a gran voce invito tutti, ma proprio tutti, a fare lo stesso. Non parliamo di idee politiche o di processi ideologici, ma di cultura. Teniamocelo stretto il diritto di imparare qualcosa sulla cultura anche in Tv!

Ogni tanto mi piace ricordare la Costituzione Italiana, e che all’articolo 21 è sancito: «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure…»

Marilena Rodi

One thought on “Rai3 chiude la cultura. “Per un pugno di libri” licenziato?

  1. perché fermarsi al cinquecento? La plebe ha sempre e soltanto seguito quello che altri, più furbi o più intelligenti, hanno saputo propinargli. Le bastava avere la pancia relativamente piena. Anche questa nuova angheria culturale sarà assorbita con buona pace del videota medio, facendo scadere ulteriormente la qualità della Tv, ormai a livelli ultra bassi. Mala tempora currunt (absit iniuria verbis)

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