Integralismo islamico, un governo occulto si insinua nella presidenza degli Stati Uniti. Il romanzo di Albert Danton

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Con una narrazione a tratti talmente reale da far temere un reportage delle trame ordite che sottendono il governo degli Stati Uniti d’America, e del destino del mondo, lo scrittore Albert Danton, al secolo Giuseppe Alberto Imbergamo, siciliano di origine, ora cittadino delle Seychelles, delinea scenari immaginifici che il lettore non tarderà a percepire come potenzialmente affini alla realtà.

Candidabile a divenire sceneggiatura di un film (a nostro avviso da oscar), il romanzo Il presidente, edito da Albatros Il Filo (pp. 374, € 19,00) si snoda in un intreccio fitto di relazioni e strategie, potere politico e influenze religiose, amicizie e personaggi paradossali. La storia, nata da un’idea dello stesso scrittore che prende spunto dalla campagna elettorale di Barak Obama, si ispira alle vicende di un cittadino afroamericano, sindaco di New York, che imbocca il difficile ‘viaggio elettorale’ per diventare presidente degli Stati Uniti. Malcom Powell, il protagonista, sposato con Elisabeth – figura inizialmente sbiadita che non manca di colpire per la sua incisività in un momento chiave degli avvenimenti – ha intrapreso studi esclusivi ed è cresciuto formandosi con la religione battista. Al suo fianco, da anni, gli amici Jonnhy e Karl, il primo, socio dello studio legale nel quale Malcom è avvocato prima della nomina a Primo cittadino, il secondo, ateo e amico d’infanzia, col quale si scontra da sempre sulle questioni religiose collegate a Dio, e che non mancheranno, insieme alle figure delle mogli Angela e Corinna, di determinare un colpo di scena nello sviluppo delle vicende. L’amicizia che lega i personaggi assumerà le sembianze della ripercussione nel momento in cui è in pericolo il futuro della nazione.

Incalzante e avvincente, il romanzo si arricchisce di altri personaggi, Marc e Jila, uno governatore della Florida, l’altra, venezuelana di origine con l’ambizione della Casa Bianca, che non esiteranno a imprimere la svolta alle vicende politiche. Due profili caratteriali dissimili con prospettive di carriera analoghe ma complementari: saranno alleati ma uno dei due non può nemmeno immaginare il disegno oscuro che serpeggia nelle geografie politiche internazionali.
In un momento in cui l’America è al giro di boa con le policy innovative del presidente Obama, la storia si insinua prepotentemente nell’immaginario del lettore che avverte forte la sensazione di temere che quanto narrato corrisponda a un lontano destino dell’umanità. In questo lo scrittore, abilmente, insinua il dubbio che l’immagine delle contese religiose, potenzialmente deleterie per gli sviluppi storici delle nazioni, possa trasferirsi negli aspetti reali della vita quotidiana. Il terrorismo, ombra funesta nella storia dei popoli degli ultimi decenni, non tarda a fare il paio con l’integralismo islamico, mecca antropologica prescelta per lo scenario del romanzo che vede nel presidente degli Stati Uniti il candidato ideale per ritorsioni e pilotaggi di altrettanti oscuri disegni.
In un’ambientazione tutt’altro che immaginaria, Danton, abilmente, riversa i dubbi e lo scetticismo tipici di un ateo consapevole (ma anche di qualsiasi cittadino del mondo): dei limiti umani così come dell’ambizione sfrenata dell’uomo.

Marilena Rodi

[da Tra gli scaffali di Periodico italiano]

Un commento Aggiungi il tuo

  1. carlotta ha detto:

    Carissima Marilena il libro di Danton è davvero una tentazione.
    Dalla tua recensione si evincono i temi familiari di altri autori famosi vedi Grisham e Clancy, ambedue con una serie di storie portate abilmente sul grande schermo.
    Come sempre la realtà supera di gran lunga la fantasia (lo ripete quel grande personaggio di Gil Grissom) e mai come in questo periodo storico, che viviamo con malcelata angoscia, nefasti presagi si delineano all’orizzonte facendoci immaginare un probabile futuro alquanto inquietante. Ma se è vero che non esiste un solo futuro, allora mi auguro che fra i tanti disponibili ce ne sia almeno uno dove di possa far bisboccia e vivere nel più completo ozio ed in sfrenata lussuria, lasciando lavorare i robot e gli androidi. Complimenti per la tua esauriente e quanto mai doviziosa recensione. Un abbraccio e a presto da Sodoma e Gomorra

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