Michelangelo Pistoletto

Per la mostra tutto è connesso. ricerche e approfondimenti nell’arte dell’ultimo decennio attraverso la collezione, a cura di Beatrice Merz dall’8 giugno 2010, l’allestimento della sala del Castello dedicata a MICHELANGELO PISTOLETTO,  è stato modificato. Davanti alla storica installazione “Architettura dello Specchio” del 1990, tre nuove opere trasformano lo spazio in una sorta di sala dei giochi: “Calcetto – Love Difference”, 2003-2010, “Ping Pong Segno Arte”, 1973-1993, “Banca dei Valori Umani – Minigolf”, 2001-2006. La “Venere degli Stracci”, 1967 è stata spostata al piano II, sala 27.

MICHELANGELO PISTOLETTO è nato a Biella nel 1933. Nel 1962 mette a punto la tecnica, riporto fotografico su lastra di acciaio inox lucidata a specchio. Con i Quadri specchianti, che costituiranno la base della sua successiva ricerca e della sua parallela e costante riflessione teorica, Pistoletto raggiunge il riconoscimento internazionale. Nel 1964 espone alla Galleria Sperone di Torino i Plexiglass, che costituiscono una dichiarazione di “concettualità” dell’arte. Tra il 1965 e il 1966 espone, all’interno del suo studio, un insieme di lavori intitolati Oggetti in meno, importanti per la nascita dell’Arte Povera teorizzata da Germano Celant nel 1967. Lo stesso anno PISTOLETTO realizza azioni fuori dai tradizionali spazi espositivi e nasce lo Zoo, un gruppo di persone, provenienti da diverse discipline artistiche, assieme alle quali l’artista realizza, dal 1968 al 1970, collaborazioni creative. Nel 1998 viene inaugurata Cittadellarte-Fondazione Pistoletto. Nel 2002 riceve dalla Presidenza della Repubblica Italiana il Diploma di Benemerito della Cultura e dell’Arte, e l’anno dopo è insignito del Leone d’Oro alla Carriera alla Biennale di Venezia.

Sue opere sono presenti nelle collezioni dei maggiori musei, tra i quali: MOMA e Guggenheim di New York; Museum; Beaubourg, Parigi; GNAM, Roma; Museo d’Arte Contemporanea, Seul; Museo Reina Sophia, Madrid; MACBA, Barcellona; Tate Modern, Londra. Ha partecipato a 11 edizioni della Biennale di Venezia (1966, 68, 76, 78, 84, 86, 93, 95, 2003, 05, 09) e a 4 Documenta a Kassel (1968, 82, 92, 97).

 

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