Giornalista ficcanaso sconquassa i piani dei politici locali

Da mesi vivo nell’idea stravagante che qualcuno possa ricordarsi di me post mortem.

No, non ho manie suicida, per carità. Sono così grata per la vita che mi è stata donata, come potrei sprecare un dono così meraviglioso?

E’ solo che quando fai il giornalista, oltre a essere vittima di querele e denunce, a un certo punto, quando anche gli altri si accorgono che stai facendo il tuo lavoro senza chinarti, sei sottoposto ad angherie e pressioni. Ma pure ad altro.

Che sia una città metropolitana come un paese di provincia, i rischi di pestare i piedi a qualcuno che non gradisce sono gli stessi. E se quel qualcuno non è così trasparente come dovrebbe (soprattutto se eletto dal popolo per rappresentarlo) fa presto a innervosirsi.

E dunque, un luogo che non abbia testate giornalistiche cosa ti fa pensare?

a) Non ci sono giornalisti;

b) Quelli che ci sono collaborano con testate nazionali (troppo importanti per ridursi a fare cronaca locale);

c) Sono rimasti i fantasmi.

I colleghi vittime del medesimo meccanismo possono comprendere lo stato d’animo con cui si affronta la quotidianità, qualcuno è finito sotto scorta.

Ma io mi chiedo: se la magistratura facesse il suo corso/dovere perchè dovrei preoccuparmi per la mia vita?

2 thoughts on “Giornalista ficcanaso sconquassa i piani dei politici locali

  1. guarda che “angherie” e “pressioni” sono la normalità. Pensa agli operai della Tyssen e Krupp di Torino, ma, senza andare troppo in là, angherie e pressioni sono la normalità per tutti i lavoratori dipendenti e non. Se vali di più o hai più possibilità di visibilità (quindi “hai potere”) vieni circuito e, se non cedi, sei prima redarguito, poi minacciato e poi…al vs.buon cuore. E’ necessario equilibrio e doti morali per non incorrere in quelle tentazioni, sia da parte del “Potente” di turno che da parte del “sottoposto”. Ma, tant’è, oggi non c’è più nulla: homo, homini lupus (experientia docet).

  2. Oh, gli operai subiranno la pressione di vedersi ridotti gli stipendi o non pagati gli straordinari (come pure gli impiegati, per carità), ma un giornalista che deve raccontare i fatti e si trova di fronte a una classe politica corrotta (insieme ad altri apparati dello stato) penso sia cosa differente.
    Perchè lo deve raccontare. Lo scrive su un giornale. Informa.
    E la conoscenza è potere.

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