Grecia, il referendum che cancellerà l’Euro?

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Con un annuncio bomba George Papandreou, primo ministro socialista greco, ha annunciato che il popolo ellenico dovrà votare sì o no rispetto al piano di salvataggio del paese mediterraneo faticosamente chiuso alla riunione di Bruxelles solo la scorsa settimana: il governo, dunque, chiama in causa direttamente il popolo a ratificare o bocciare il piano di salvataggio del paese più colpito dalla crisi finanziaria dell’Eurozona. Le conseguenze di di un “no” della Grecia al piano di salvataggio potrebbero essere funeste.

IL REFERENDUM – Lo ha detto chiaramente il presidente dell’Eurogruppo Junker: “Se i greci voteranno no al referendum”, il paese andrà di certo in bancarotta. “La proposta di un referendum aggiunge un grande nervosismo e incertezza”, dice Junker, lasciando intendere che se il popolo greco dovesse rifiutare l’aiuto dell’Europa fino a qui formulato, di certo la bandiera con le stelle volterebbe le spalle. Panico nelle cancellerie di tutt’Europa o forse, meglio, rabbia, visto che Papandreou avrebbe deciso di proclamare il referendum in assoluta solitudine, non consultandosi con nessun altro partner europeo e men che meno con il suo governo: il ministro dell’economia, un giurista, ha affermato di essere assolutamente all’oscuro delle intenzioni del suo capo del governo.

“Così sarà il referendum: i cittadini saranno chiamati a dire un grande sì o un grande no al nuovo accordo. Questo è un atto supremo di democrazia e di patriottismo per il popolo, che sarà invitato a decidere. Abbiamo il dovere di promuovere il ruolo e la responsabilità dei cittadini”

Queste le parole di Papandreou ai parlamentari socialisti: secondo il ministro delle Finanze il referendum non è altro che una sfida pura e semplice al popolo greco. “Potranno dire no, ma dovranno tenere ben presente le conseguenze di una scelta del genere”. Il referendum che sta già facendo salire il batticuore a tutt’Europa, però è tutt’altro che in cantiere a breve.

COME EVITARLO? – La Costituzione Greca parla chiaro: all’articolo 44 si legge che i referendum consultivi, prima di essere proclamati dal presidente della Repubblica, devono essere approvati dal Parlamento: è per questo che l’opposizione di centrodestra, il partito Nea Democratia, è già mobilitata per sbarrare la strada all’idea della consultazione popolare.

Il primo ministro cerca di guadagnare tempo. Vogliamo soluzioni chiare, e le soluzioni chiare sono le elezioni

Così parla un esponente di ND Costas Gioulekas, citando le “divisioni interne al partito socialista”: in effetti alcuni parlamentari hanno indirizzato una lettera a Papandreou chiedendo che il governo “si rafforzi”. Una delegazione di ND, guidata dal leader del partito Antonis Samaras è stata ricevuta oggi dal presidente della Repubblica Greca, Karolos Papaoulias. L’opposizione ha in mano un’arma micidiale: Samaras ha detto al presidente che il gruppo parlamentare di ND è pronto a dimettersi in blocco dal parlamento. “Questo”, spiega Kathimerini, “porterebbe alla dissoluzione del parlamento e alla necessità di nuove elezioni generali”.

E’ mia storica responsabilità fare qualsiasi cosa sia necessaria per far sì che le prospettive europee e il futuro del paese non vengano coinvolti in nuove avventure.

Per senso di responsabilità – e , certamente, per calcolo politico – l’opposizione greca potrebbe dunque sventare il referendum che senza dubbio alcuno farebbe esplodere una reazione a catena che come prima cosa espellerebbe la Grecia dall’Euro; farebbe poi concentrare l’onda speculativa sull’Italia (proprio in questi minuti, scrivono le agenzie, “lo spread btp-bund sfonda anche il muro dei 455 punti base toccando i 455,1 punti.
Sul mercato secondario il rendimento del decennale italiano vola al 6,33% dal 6,29% in meno di 20 minuti”); e, quindi, trascinerebbe in sofferenza l’intero sistema della Moneta Unica.

[fonte: Giornalettismo]

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Gesualdo Gustavo ha detto:

    Il sistema globale e lo starnuto greco

    Un sistema globalizzato è quel sistema all’interno del quale se in una Grecia molto più che fallita si starnutisce, l’intero mondo economico-finanziario vacilla.

    Un sistema così globalizzato non ammette errori, non consente inutili alzate di testa delle leadership nazionali, non accetta classi dirigenti malnate, malcresciute, malformate e maldestre, o malsinistre, come desidera l’inclinazione politica soggettiva.

    Così accade che in una Grecia ormai prossima al crac, la dirigenza politica ed istituzionale tenti una deresponsabilizzazione totale verso i propri doveri di governo attraverso una chiamata al voto referendario del popolo greco, esprimendo il suo parere sulle nuove misure di risanamento concordate in cambio degli aiuti europei, mettendo così a repentaglio la stabilità e la vita stessa dell’intera euro zona.

    Lo starnuto greco ha sconquassato però l’intero sistema finanziario, provocando reazione indignate da parte degli stessi enti preposti al salvataggio della Grecia dal fallimento ed una caduta verticale degli andamenti borsistici europei e mondiali.

    Ecco dimostrato come, in un sistema economico-finanziario globale, una politica dalle corte visioni, senza coraggio, senza alcun senso di responsabilità e spirito di sacrifico venga rifiutata e condannata dal mondo intero.

    Il monito implicito alla classe politica e burocratica (dirigente, ma non diligente) italiana appare evidente:

    questo mondo contemporaneo in piena crisi non accetta deficienze, non tollera inettitudini, non sopporta incapacità.

    Questo mondo globalizzato impone il dovere d’essere intolleranti, intransigenti, inflessibili, come ho già avuto modo di affermare e di approfondire in un post di questo stesso blog.

    La scarsa capacità intellettiva, di razionalità, di fantasia, di ragionevolezza, di responsabilità, di sacrificio, di attaccamento alle istituzioni e non ai suoi simboli del potere (poltrone & privilegi) delle classi dirigenti italiane, di destra o di sinistra, politiche o sindacali, burocratiche o corporative, espone l’intero paese ad un elevatissimo rischio default.

    Inoltre, comparando la differenza di potenzialità economica e di capacità finanziaria fra italia e grecia, occorre comprendere che, se uno starnuto greco ha messo in panne l’intero establishment finanziario globale, un eventuale identico starnuto politico italiano, in proporzione (l’intero PIL greco è decine di volte meno importante del PIL della sola provincia di Vicenza), porterebbe sicuramente ad un crollo della intera euro zona, sia politica che economica e finanziaria, e condurrebbe l’italia verso il più profondo, buio, freddo e miserabile baratro nero della storia della sua pur breve vita comunitaria, affatto identitaria ed unitaria, peraltro.

    Sono certo che un simile ragionamento non provochi alcun mutamento dell’indirizzo politico italiano, troppo ignorante, arrogante e presuntuoso per poter anche solo comprendere lontanamente l’elevato rischio cui si espone il paese ogniqualvolta si commette un errore di governo:

    è una questione di sensibilità e di equilibrio, qualità sconosciute alla classe dirigente italiana.

    Così, nonostante lo starnuto greco possa insegnare qualcosa, alla casta politico-burocratico-partitocratico-sindacalista italiana, tutto questo, potrà apparire come insignificante, privo di senso e di peso.

    Sia pure emerga sempre più forte e condiviso un sentimento comune ed un pensiero unico che indichi come ad essere privi di peso e di senso, siano proprio le classi dirigenti italiane, dimostratesi in troppe occasioni eccessivamente egoiste, profondamente idiote, assolutamente incapaci di governare.

    Con buona pace dei no-global, per una volta almeno posti sulla stessa barricata della casta politica italiana.

    Una barricata costruita sull’argilla ed eretta con materiale umano troppo debole.

    Una barricata destinata a crollare al minimo errore politico.

    Gustavo Gesualdo
    alias
    Il Cittadino X

  2. Sebastiano ha detto:

    caro G.G. non preoccuparti: i nostri poveri parlamentari stanno solo aspettando di assicurarsi la pensione, sfruttando nel frattempo il loro Creso, per poi mandarlo a casa (salvo altri benefit nel frattempo contrattati).Almeno fino a Gennaio ce li terremo. Speriamo soltanto che arrivino in tempo per i nostri funerali. Amen.

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