L’Italia prigioniera della Germania (?) dell’Europa..

L’ottimismo è il profumo della vita. Era l’atteggiamento di Berlusconi e mi pare pure quello di Monti, tutto sommato. Nonostante nel mondo si faccia a gara per sopravvivere, l’austerità del professore quasi impone un regime rispettoso nei confronti dell’Italia (viste le mazzate messe in campo e gli enormi sacrifici che i consueti noti hanno affrontato, e stanno affrontando). Se non fosse per i soliti tedeschi, che, a quanto pare, vogliono proprio ridicolizzarci. Metterci in imbarazzo a tutti i costi.

Ci mancava solo il giornalista del Der Spiegel, il più importante settimanale teutonico, che nelle ultime ore ci ha sbeffeggiati con un articolo denigratorio nei nostri confronti perché “siamo un popolo di codardi”. Il riferimento – manco a dirlo – è alla tragedia della Concordia: “Con noi certe cose non accadono perché a differenza degli italiani siamo una razza”.

Il diavolo, come si dice, si è vestito a Pulcinella, ed è passato a salutarci proprio alla vigilia della Giornata della memoria, e non facciamo fatica a farci scappare una battutaccia, mutuata a chi proprio già non aveva in simpatia le insistenze della Merkel: “A noi Schettino, a voi Auschwitz”. [cit]

Noi italiani saremmo un peso per l’Europa, un ostacolo allo sviluppo della moneta unica.

Al di là del cattivo gusto (a quanto pare il giornalista del settimanale sarebbe dello stesso paese di Schettino) ieri si commemorava la liberazione degli ebrei dalla follia hitleriana. Quel cimitero di numeri che il Nazismo ha sepolto anche nelle coscienze dei tedeschi moderni, rappresenta la tomba dell’onestà culturale, la rappresaglia identitaria di una Germania recidiva. Ci riprova a distanza di sessant’anni: è proprio vero che il lupo perde il pelo ma non il vizio.

L’Italia, pur con i suoi vuoti impressionanti e le sue puerilità imbarazzanti, sta tentando di sopravvivere ben sapendo di coltivare serpi in seno: per ogni cittadino onesto corrisponde un’elevata percentuale di scorrettezza e di evasione dalle regole, tanto da aver fatto pesare sui soliti noti tutte le misure restrittive.

E dopo il “Salva Italia” e il “Cresci Italia”, ieri il Consiglio dei ministri ha lavorato intensamente sul “Libera Italia”, un nuovo sigillo sul camminamento per la salvezza.

Il decreto punta alla sburocratizzazione e alla semplificazione: l’obiettivo quello di sfoltire le agevolazioni e giungere a una dichiarazione dei redditi “in due pagine”. Cancellare 430mila norme ‘inutili’ e portare il Fisco vicino ai cittadini.

Una sintesi estrema delle misure: forni aperti tutta la settimana e sgravi più facili per gli agricoltori: con semplificazioni anche per l’organizzazione di sagre, eventi gastronomici e religiosi; carta sociale, stanziati 50milioni per le città con 250mila abitanti: si torna dunque alla carta acquisti per le fasce sociali più deboli; circoli privati e locali da ballo: si apre senza chiedere permesso; stop ai tir solo nei giorni festivi e formazione per i padroncini; check sul patrimonio culturale: se non vale pronta la vendita; arrivano gli uffici del turista e per le spiagge bandi regionali.

Rinviata la questione del valore legale della laurea (manco a dirlo).

[Marilena Rodi su un settimanale locale del 28 gennaio 2012]

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