TANTO VA LA GATTA AL LARDO.. Reputazione, tempo e soldi. Perdite ingenti per chi paga lo scotto della politica

Vento di passione, tempesta in arrivo. E trovarsi, di questi tempi nella tempesta, non è proprio il caso. Questo vento porta pensieri e riflessioni, soprattutto in chi, non ancora coinvolto, rischia di vedersi trascinare lontano nella mareggiata.

Chi milita nella politica difficilmente ha potuto dire di ‘no’, e altrettanto difficilmente ha immaginato di fare la nota stonata: non è semplice navigare controcorrente, occorre fatica ma soprattutto braccia, conoscenza della geografia e fuor di dubbio, lungimiranza. Quest’ultima, non è feticcio di chiunque. Una mente ragionevole può architettare grandi costruzioni diplomatiche, ma un tatticismo sempliciotto trascina, prima o poi, in cantina.

Dov’eravate e che facevate, oh prodi cittadini, mentre sotto il vostro naso la classe politica si rimpinzava? Forse viaggiare con le lenti appannate è sintomatico di cecità?

L’occasione fa l’uomo ladro, che vogliamo pretendere?

Belsito, come Lusi – dalla Lega alla Margherita – hanno adoperato stratagemmi per arruffianarsi il ‘capetto’ in servizio e rimpinguare le casse del partito di turno. Ma facciamo due nomi ‘tanto per’, sia chiaro, solo per citare gli avvenimenti delle ultime ore.

Poi accade che quelli indagati si dimettano (o si sospendano) dalle cariche pubbliche, facendo crollare i miti degli ultimi decenni.

Bossi, suo malgrado, è l’emblema di un’architettura raffinata, sebbene assai vocazionale: non ci vorrà molto per sbrogliare la matassa, ma intanto le amministrative sono compromesse.

E comunque hanno dovuto rimettere la carica.

In politica funziona così, e amen.

Chi ha responsabilità faccia il ‘mea culpa’ e se ancora non è stato sfiorato da mazzate giudiziarie, per suo interesse, gli converrà farlo: non si sa mai, nella vita, cosa può accadere, e col vento che tira, in Procura meglio arrivarci da collaboratore, che da indagato.

Ma quello cui stiamo assistendo, per chi ancora si impressiona, è il crollo di un mondo mistico quanto affascinante, perché la politica porta con sé la straordinaria capacità di mediare, di dialogare, di trovare una strada comune su un percorso di crescita per il paese (e per le nazioni in genere). Questo eccessivo narcisismo, vocato all’esaltazione dell’io a discapito del noi, ha prodotto mostri recalcitranti e informi capaci solo di rispondere al richiamo del dio denaro: e questo, si sa, non conosce padroni. Le ideologie non esistono dove comanda il denaro.

Guardiamoci nei paraggi con la lente del sapere e vedremo il nostro intorno precipitato nell’ingiuria dell’egoismo, del fanatismo devozionale e del menefreghismo fraterno.

La crisi porta disperazione, latrocini, suicidi e vagabondaggi. Non è solo colpa della crisi, però. Un substrato sociale afflitto da disgrazie ‘a prescindere’ da fasi disastrate, è più fragile. Non solo l’educazione delle generazioni in salita sarà complicata e approssimativa, ma la brama di riscatto eleverà gli egoismi a livelli smisurati: cosa sarà dunque, la solidarietà, in un ambiente invaso da insani personalismi?

Questo è sotto i nostri occhi già oggi. Disinteresse collettivo e rifiuto dell’altro ci trascinano nella solitudine pagana della negazione cosmica: l’isolamento costa caro, in poche parole. E chi ne paga il conto più salato è la personalità debole o influenzabile. Ricattabile.

Chi resta in piedi in questo scenario di devastazione? Ironia della sorte: chi ieri annunciava morti se l’ex premier non si fosse fatto da parte, e oggi accusa l’attuale premier di avere morti sulla coscienza!

Quando cresceremo davvero?

È Pasqua, godiamoci questo momento per riflettere e per tornare alla vita.

 

[Marilena Rodi su un settimanale locale del 7 aprile 2012]

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