VUOI VEDERE CHE CI PROMUOVONO? La tranvata elettorale ci torna utile, in fondo

“In economia la teoria della neutralità della moneta esprime l’idea che il cambiamento della quantità di moneta ha effetti solamente sul valore nominale delle variabili come il prezzo, il salario e il tasso di cambio, ma nessuno sulle variabili reali come il Pil, l’occupazione e il consumo. La neutralità della moneta implica che la banca centrale non può influenzare l’economia reale (ossia, l’occupazione, il Pil, gli investimenti) semplicemente stampando banconote. Un qualsiasi incremento nell’offerta di moneta verrebbe immediatamente controbilanciato da un uguale aumento dei prezzi e dei salari”. Prendiamo in prestito questa definizione raggiungibile liberamente collegandosi a wikipedia (la biblioteca online) per rappresentare un piccolo spaccato di quel che caratterizza la discussione pubblica degli ultimi mesi. Pare che i fondi speculativi internazionali e il governo tecnico dei professori a qualcosa siano serviti.

Mentre il ‘burlesque’ cede il palcoscenico mediatico a un altro “fenomeno da baraccone” non ci distraiamo – stavolta no – dal governo che ammazza di tasse il popolo. La battuta scapperebbe facile in altri tempi.. Intanto il dubbio su chi abbia (e stia) provocando conseguenze umane non è dato sapere. Le provocazioni post elettorali lasciano spazio al ritrovato senso di responsabilità e il professore può continuare. Scommettiamo che per fugare il rischio di caduta del governo qualcuno si sia inventato il riconoscimento all’Italia per gli sforzi fatti? Tac! Dall’Europa, proprio ieri, giungono gli incoraggiamenti di Olii Rehn, vicepresidente della Commissione europea: “Non servono misure correttive, l’Italia raggiungerà il pareggio per mezzo punto nel 2013”. Scusi Rehn, ma dal Fondo monetario internazionale (Fmi) non avevano mica riferito che il pareggio, l’Italia, l’avrebbe forse raggiunto nel 2017? Ne avevamo persino riportato tutti i numeri previsti sul nostro settimanale qualche settimana fa.

La cosa ci puzza, con tutto il rispetto.

Magari è in arrivo una promozione del rating? Perché no?

Tutto per consentire a Monti di proseguire il (suo?) programma fino al 2013. L’alternativa di governo, forse, non piace all’Europa?

Intanto, come ciliegina sulla torta, ecco giungere in queste ultime ore pure gli aiuti per il Sud: 2,3 miliardi di euro per asili, anziani e imprenditori, attraverso il Piano di azione-coesione per il Mezzogiorno. I fondi si spostano dalle amministrazioni centrali dello stato.

Di queste risorse 7,2 milioni saranno destinati a velocizzare la giustizia civile al Sud: 4,4 milioni arrivano dai fondi comunitari e 2,8 dalle risorse nazionali (simbiosi Ue-governo italiano, non c’è che dire). Poi ci saranno soldi anche per le assunzioni, sgravi fiscali per chi assume giovani e per chi avvia attività imprenditoriali. Le regioni che godranno di questo momento favorevole sono Sicilia, Calabria, Puglia e Campania. Guarda caso, le regioni – ci vien da pensare – dove il vento dell’antipolitica non ha ancora soffiato.

Dulcis in fundo, varato anche il programma ‘Angels’, il piano per promuovere il rientro dei cervelli in fuga, e quello di sperimentazione ‘Social card’: 50milioni per i cittadini più poveri per circa 250mila persone.

Casualità?

Francamente qualche dubbio lo abbiamo.

La Banca centrale non può stampare moneta per soccorrere l’economia reale, ma di sicuro – stiamo vedendo – può operare trasferimenti. Riduttivo ricondurre a questa sintesi visto che le variabili, sappiamo, sono assai di più.

Ciononostante si respira una leggera brezza profumata, abbiamo la sensazione che il barile sia stato raschiato fino al fondo e che con un colpo di reni l’Italia stia tentando di rialzarsi. Dal profondo Sud registriamo una leggera ripresa: non economica ma mentale. C’è voglia di reagire. Ora non c’è più nulla da perdere.

Lo avvertiamo intorno a noi, e lo sanno pure loro (gli strateghi della crisi mondiale) che non c’è più nulla da spremere. Le vacche sono magre, ora occorre dar loro da mangiare.

Gli speculatori hanno tempo fino al 17 marzo 2013 (data ultima per le consultazioni politiche) per far quadrare il loro cerchio politico.

Noi ci limitiamo a sentire le opinioni di chi ci rappresenta, a livello locale e nazionale, per capire che intenzioni hanno e come ci traghetteranno verso la ripresa.

La politica è allo sbaraglio, preda dei mercati e del popolo inviperito, tra incudine e martello.

Eppure la soluzione è dietro l’angolo..

[Marilena Rodi su un settimanale locale di oggi]

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