Quel pasticciaccio brutto dei manifesti Pd

il

(di Giovanna Cosenza)

Non li ho ancora visti in strada, ma da qualche giorno appaiono sulla pagina Facebook del Pd nazionale (clic per ingrandire):

Accettiamo la sfida  L'Italia l'Europa la crisi

Dal punto di vista grafico, sono un’accozzaglia di rara imperizia:

  1. Marchio del Pd affogato nel rosso (dov’è finito il verde?), marginale e poco leggibile.
  2. Testi sparpagliati e disallineati, con font di diverse dimensioni e una distribuzione del maiuscolo e del grassetto che pare quasi casuale.
  3. Uso sconsiderato della bandiera italiana ai limiti del vilipendio, visto che pare tutta tagliuzzata e rattoppata. Ma ricorda anche il fascio littorio, con quel giallino che la impasta e invecchia.

Dal punto di vista dei contenuti, mi ci potrei incattivire ma non voglio, perciò mi limito a dire che i manifesti urlano troppi concetti in poco spazio, senza un filo logico, senza emozioni, senza una visione complessiva. E alla fine resta poco e niente.

Forse il Pd ha pensato che, con tutti i problemi che abbiamo, bisognasse nominarli tutti (o almeno il maggior numero possibile), in modo che ognuno trovasse il suo. E che si dovessero nominare pure un bel po’ di soluzioni. E intenzioni. E azioni. Possibili o impossibili, non importa. A breve, media e lunga scadenza. Mettici dentro più cose che puoi, devono aver detto al copy.

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Un commento Aggiungi il tuo

  1. Porz ha detto:

    Mi permetto di intervenire sul suo blog anche se non ci conosciamo.
    Rispondo alla sua analisi con una controanalisi punto per punto:

    1) Il marchio del PD è affogato nel rosso perché in questi manifesti il PD dichiara di essere la parte “rossa” dell’Italia. Evidentemente gli ammiccamenti alla Lega di qualche mese fa non gli avevano portato molti consensi, meglio evitare il verde.
    Pare vogliano dire PD = rosso. Punto. È un re-positioning del loro brand.

    2) I testi sono sparpagliati ma sono tutti giustificati a BANDIERA A SINISTRA…
    Ma anche quella che vediamo nei manifesti è una BANDIERA A SINISTRA!
    È pura meta-comunicazione, è la tipografia che spiega la grafica e viceversa.

    3) La bandiera italiana è stata offesa e vilipesa così tanto negli ultimi 20 anni che questo manifesto che gioca con le sue forme e colori è quasi un tributo!

    L’idea del giallino che ammanta tutto sono quasi sicuro che sia perché la moda vintage oggi è predominante. Quella popò di Instagram ha (dis)educato la gente a usare gli occhi ma ha ridefinito un codice visivo con cui tutti dobbiamo fare i conti.

    Sono perfettamente d’accordo con l’opinione che abbiano detto al copy (o più probabilmente a un giornalista stagista figlio-di-qualcuno) “Mettici dentro più cose che puoi”, dopotutto è esattamente la tecnica che usano anche nello scrivere i loro programmi politici.

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