“SONO IO CHE HO FATTO LE CIRCOSTANZE”

napoleone

Napoleone Bonaparte era un battitore libero, un genio, uno senza regole e senza schemi. Lui combatteva secondo intuizione. Dote rara e raffinata. È per uomini illuminati, avanti.. Sua è – del resto – la frase celebre: “Gli uomini di genio sono meteore destinate a bruciare per illuminare il loro secolo”. È tuttavia evidente però, che non si riferisse a quelli che s’intrattenevano per dovere tra salotti e orpelli, velluti e cerimoniali. Quelli no, non correva l’obbligo che fossero particolarmente scaltri: “In politica la stupidità non è un handicap”, sosteneva. Quelli dovevano attenersi ai cerimoniali, appunto, a giocare a fare la politica, a intrattenere relazioni diplomatiche, a investire sulla loro immagine, e fissare appuntamenti, visite, conferenze. Loro dovevano occuparsi della facciata pubblica. A esercitare il potere vero, quello militare, ci pensavano i generali. Quelli impegnati sul fronte a prendere le decisioni che avrebbero combattuto contro i nemici.

19 luglio 2013. Ventuno anni sono passati dalla bomba di via D’Amelio a Palermo. E forse altrettanti potrebbero passarne così, senza infamia e senza lode.

Episodi più o meno rilevanti si alternano sulla scena geopolitica e concorrono a comporre un mosaico storico che un giorno qualcuno si prenderà la briga di analizzare, smembrare, spacchettare, riallestire per ricomporre. Decodificarlo per comprenderne il filo rosso che sottende vicende apparentemente scollegate. Chi ha deciso che dovesse emergere l’affare kazaco che ha messo in imbarazzo il governo, per esempio? Tele internazionali, non v’è dubbio. Chi si è accorto che Grillo ha intrapreso la strada della sobrietà orale? Tele pseudo nazionali. Chi ha notato una passione misteriosa verso l’orango di Calderoli? Scene da una riappacificazione leghista.. Potremmo continuare con l’Imu di Josefa Idem, o l’accelerazione del processo Mediaset di Berlusconi, o l’imbarazzante trasferta tedesca di Renzi, e così via. Molti puzzle attivi in un unico quadro. Una confusione, si penserebbe, che a star dietro a tutti gli eventi occorrerebbe una mente lucida e attenta, soprattutto dedita all’osservazione. Storici, analisti, giornalisti, intellettuali e artisti in questo periodo dovrebbero essere particolarmente produttivi: dovrebbero, cioè, produrre una quantità abbondante di opere letterarie o d’arte. Le sollecitazioni e le suggestioni sono incalzanti. Non si può certo pensare che sia un periodo piatto!

Ma per il popolo, la massa.. cos’è questo caos? Un mare magnum di informazioni che tende a confondere, a far perdere le tracce. Come reagire? Qui ci viene in soccorso la lezione dei greci, educati a conoscere se stessi, essi impararono a organizzare il caos dentro di sé, concentrandosi su se stessi, sui loro bisogni veri e lasciando estinguere i bisogni apparenti. Posizione socratica della domanda di se stessi: esortazione a trovare la verità entro i confini del proprio essere.

Questa ‘tecnica’ però, consentitecelo, è per chi ha tempo. E voglia.

Quanti ‘perdono tempo’ a interrogarsi? Uno può essere folle o fare o dire cose da folle e non rendersene conto. Il perbenismo storico-cattolico, poi – o chiamatelo politically correct se vi pare – ci impone l’etichetta del silenzio di fronte all’imbarazzo.

Lungi, però, dal voler infondere una lezione di filosofia (benché sull’onda dell’entusiasmo degli ultimi incontri al caffè letterario), il pensiero corre lontano.

Fino a chi – uno o forse più – stabilisce cosa ci deve piacere, cosa dobbiamo mangiare, cosa dobbiamo preferire per il nostro abbigliamento, che tipo di serate dobbiamo intrattenere.. cosa dobbiamo pensare. La manipolazione delle masse è roba raffinata, per menti geniali. Sono quelle, solitamente, che tengono il filo rosso tra le mani e muovono le azioni dei burattini.

“In politica – lo diceva Napoleone – la stupidità non è un handicap”.

E le circostanze non sono il frutto della casualità.

Lunga vita al governo. Il bello deve ancora venire..

[Marilena Rodi su un settimanale locale del 20 luglio 2013]

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