Sulla Siria (e sulla guerra).. “Chi è a corto di bugie non può salvarsi”

obama e putin

Una guerra (presunta mondiale) è l’ultima cosa che ci vuole, e che nessuno davvero vuole. Ma le forze schierate nel Mediterraneo farebbero presagire – oltre che l’inizio di un altro conflitto di dimensioni globali – anche una spaccatura diplomatica all’interno del G20. Ma – diciamoci la verità – chi ci crede? Sì, va bene, le flotte sono state posizionate, qualche missile è stato lanciato (a scopo esercitativo sebbene evocativo), le trattative si inaridiscono, le dichiarazioni ufficiali non fanno presagire nulla di buono. La verità però, potrebbe insidiarsi dietro la tattica di Putin di stuzzicare Obama e di ridicolizzarlo di fronte all’opinione pubblica, tant’è vero che il presidente americano persino agli occhi dei democratici mondiali assume i contorni dell’indeciso. Ma come – sarebbe l’indignazione generale – gli Stati Uniti non fanno più il gendarme del pianeta? E chi si assumerà la responsabilità di ‘salvare’ gli islamici? Ops, scusate, il popolo ammazzato col gas nervino? Alle bombe ok, alle pallottole ok, ai fucili ok, ci si può passare sopra (eccerto, il traffico commerciale dove lo metti?), ma le armi chimiche no. Quelle proprio non sono ammesse. Ma la Seconda guerra mondiale non fu ‘sistemata’ dagli americani con la bomba atomica? Dove sarebbe la differenza? No, non capiamo.

E poi Putin. Uno che viene dal Kgb e che sa esattamente come si gestiscono le informazioni e i segreti di un popolo non pensate che abbia adottato solo una strategia militare? Le guerre migliori sono quelle che non si fanno, profetizzava qualcuno. E lui finora ha posto un veto in sede Onu insieme alla Cina del quale è rimasto ‘vittima’ (alibi, visto che la Siria è l’unico sbocco/porto russo sul Mediterraneo) per dimostrare i muscoli ai territori a lui contigui (per esercitare egemonia) ma in fondo – con le aperture delle ultime ore, nonostante la sensazione di gelo nel G20 – fanno intuire, a chi il linguaggio politico e la diplomazia li mastica quotidianamente, che “Io speriamo che Obama interviene, mi volterò dall’altra parte”. Alla Russia, in fondo, non interessa la guerra, tant’è che le forniture belliche verso l’Iran sono state sospese diverse settimane fa. Quello che a Putin importa davvero è amplificare la sua cassa di risonanza e ridimensionare l’ego del presidente americano. Del resto la partita si gioca sulla finzione e sulle dichiarazioni alla stampa.. Karl Kraus docet: “Come è governato il mondo e come cominciano le guerre? I diplomatici raccontano bugie ai giornalisti e poi credono a ciò che leggono”.

[scritto e pubblicato in tempi non sospetti, oltre una settimana fa]

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