“In Puglia ogni desiderio è possibile anche se strano”

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Puglia: una specie di mondo separato, un po’ fiabesco, dove addormentarsi, sognare e vedere farsi materia i desideri. È uno scrittore che la descrive, Luca Bianchini, che l’ha eletta a sua seconda patria, legatissimo a Polignano tanto da ambientarci due romanzi diventati altrettanti film.

Bianchini, turisti specialissimi da tutto il mondo.
«Accade perché la Puglia è accogliente e molto riservata, basta chiudersi in una masseria e sei fuori dal mondo. Borgo Egnazia, per esempio, è una cittadella medievale finta, bella, ma se vuoi lì dentro non ti vede nessuno, sono bravissimi in questo. Posti così sono rari, senza contare che poi ci sono terre e tesori intorno, praticamente il posto ideale. Vedi Madonna, appare quando decide lei, si fa aprire le chiese, sale sui campanili all’ora che vuole, ma oggettivamente vediamo apparire lei ma niente di quello che accade prima o dopo, come nel corteo delle madonne in processione. A cavallo, poi, fa sorridere, ma racconta molto anche della Puglia».
In che senso?
«È una regione che si diverte molto, che fa venir fuori il meglio ma anche il peggio di te. Se esprimi un desiderio, qui hanno sempre un cugino che può provvedere a realizzarlo. Vuoi un cavallo? C’è una cugina che può trovartelo bianco; se vuoi una “M”, te la possono fare gigante. Tutto è fattibile. Una volta, dovevo andare in America, e subito mi dissero che il portavoce di Obama era originario di Mola. Mi vidi già a cena da lui e da Michelle, a parlare di ricci di mare».
Regione della grande bellezza che finisce per tirare fuori anche molta bruttezza, vedi il turismo intensivo di Gallipoli.
«La preferisco fuori stagione, da settembre in poi, quando è passato il turismo da focacce per terra e birra in mano. Dipende da chi vuoi; ottieni il guadagno facile se non hai prospettiva e abbassi il livello, non c’è ancora da preoccuparsi ma da pensarci sì, ed essere lungimiranti. Per questo i luoghi che hanno più successo sono quelli dell’entroterra, del Fasanese, mentre essere riservati sul mare è dura, lì è tutto un sorgere di b&b, anche nei garage certe volte. Si seleziona anche con l’intrattenimento culturale, le troppe sagre sono per il turismo veloce, da supermassa e da ingorghi di passeggini, ci stai due giorni ma poi non ci vuoi ritornare. Meglio il concerto jazz in una piazza antica. Il pubblico ti può voler bene subito e poi abbandonarti alla stessa velocità. Come per il nuoto, i risultati si vedono nella distanza. Se hai un tesoro non devi sprecarlo».
[di Antonella Gaeta, tratto da la Repubblica di oggi]

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