Il mio bilancio: dalla rassegnazione all’entusiasmo

Tempo di bilanci. Più che altro di presa di coscienza.

La fine dell’anno è quel momento in cui si cambiano le cifre, si decide che desiderio esprimere, si può scegliere quali rami secchi tagliare. Cambia l’anno, cambia la vita? 

Per me sì. Si sta per chiudere un ciclo di 8 anni dedicati sul campo a un’esperienza importante, e se da un lato ho imparato a guardare il mondo con lo sguardo cinico, dall’altro mi sento profondamente invecchiata. E’ come se fossi uscita dalla bolla d’oro in cui vivevo per condividere le miserie umane, per aprire gli occhi sui legami che legano davvero le persone, e per ridimensionare l’anima del don Chisciotte.

Non è più rassegnazione. Questa fase me la sono lasciata alle spalle. E’ presa d’atto. Non avrei mai pensato di raschiare il fondo del barile, eppure l’ho sfiorato. Le situazioni in cui mi sono trovata mi hanno messo a dura prova, ma alla fine non sono né morta né ferita.

In questo tempo così duro ho visto da vicino momenti bui, tradimenti professionali e amicali, gente che si è svenduta per un incarico di lavoro, la solitudine intellettuale e il menefreghismo popolare. Vince chi è più forte. Non importa se giusto o no: in questo mondo, in questa società, vince il più forte. E spesso il più forte non è il più corretto: anzi, direi che correttezza e forza vivano su 2 pianeti (forse galassie) distanti.

Vincono il sotterfugio, la pugnalata alle spalle, la presa in giro e il ricatto.

Vivere di bisogni porta le persone a prostituirsi. Ma non dico nulla di nuovo, semmai una conferma. Lo stigmatizzo, così posso ripartire da dove avevo lasciato, 8 anni fa.

In questo passaggio delicato è stato importante avere una coscienza forte e realista. Un senso dell’appartenenza a se stessi fuori dall’ordinario. E’ stato necessario avere se stessi dal quale ripartire.

No, non è stato un fallimento.

Nella maniera più assoluta. Ho vinto perché ho creato qualcosa che ho lasciato in eredità: qualcosa che prima non esisteva e su cui nessuno avrebbe scommesso un solo euro. Ho creato una storia e nessuno potrà mai negarlo: la storia l’ho scritta, è là, visibile e a imperitura memoria. Nonostante i detrattori.

Ma c’è un tempo per tutto. Un tempo per restare e un tempo per andare. Come in teatro, è fondamentale sapere quando entrare in scena e quando lasciare il palco.

E adesso riparto con un nuovo progetto: straordinario. Metto insieme tutte le competenze acquisite sin qui e ne faccio una nuova sfida. Le sfide, nella mia vita, sono state accompagnate dall’entusiasmo.

Entusiasmo è una parola che deriva dal greco antico enthusiasmòs, formato da en (in) con theos (dio). Letteralmente: “con Dio dentro di sé”.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...