Appartenere ha un costo. Caro o no, siamo noi a deciderlo

“L’appartenenza ha un costo”, vero. Caro o no, siamo noi a deciderlo

Ho una grande stima di Riccardo Scandellari, del quale leggo spesso le riflessioni ad alta voce che produce alimentando (semplicemente) le relazioni umane. Condivido, infatti, con lui l’approccio: senza relazioni non può esistere riflessione. E crescita. Peraltro è un collega, quindi di relazioni si nutre.

Così, rileggendo con un sentiment diverso, oggi, queste parole – e mettendoci insieme alcuni fatti accaduti nelle ultime ore – mi è scattato dentro qualcosa. La necessità di fare storytelling. La storia è questa, la mia.

“Se ti circondi di persone lamentose – scrive Riccardo – demotivate e negative rischi di entrare gradualmente nel loro vortice e assumere la loro allucinazione”.

Mai parole arrivarono più affilate, dritte al cuore. Sono così autentiche che non occorre commentare.

“Circondati di persone che ritieni migliori di te e che hanno il non comune impulso a fare la differenza”.

Quante volte mio padre, da ragazzina, me lo ha ripetuto? Ma io ero troppo ‘rivoluzionaria’ per consentire a lui di imprimere una direzione nelle mie scelte, così orgogliosa com’ero di voler dimostrare qualcosa a tutti i costi. Ero troppo ‘democratica’ per non dare spazio a tutti per poter esprimere se stessi.

Sono dovuta crescere a suon di delusioni e fregature. E quando Riccardo scrive che

“Siamo fatti di energia, che attingiamo e restituiamo agli altri. Non ci sono visione e crescita senza stimoli”

mi viene anche di considerare che le delusioni e le fregature segnano dentro di noi un solco.

Sono abituata al chiacchiericcio. Col mio lavoro si sta sempre sulla bocca di chiunque. Non è il chiacchiericcio che mi confonde o mi turba. E’ l’ignoranza mista ad arroganza. E la malafede. C’è un tempo in cui devi concedere fiducia, necessariamente. E solitamente lo fai con persone che ritieni ‘di famiglia’. Ma presto scopri che appartenere a un gruppo, a una realtà, a un movimento, un’attività etc. non concede molte ‘persone di fiducia’.

Ci sei tu. E poi c’è il mondo. Un combattimento continuo. Una crescita continua.

Il costo della non appartenenza è la solitudine.

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